Sostenere una onlus: differenza tra lascito testamentario e donazione

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È in costante aumento il numero di italiani che prendono la delicata decisione di concedere a una onlus un lascito testamentario. Quali le motivazioni? Per esempio la voglia di mettere in atto un gesto di solidarietà, ma anche essere certi del fatto che il patrimonio – o una parte di esso – che è stato accumulato durante la propria vita possa essere di aiuto per le altre persone. Ebbene, tanto il lascito testamentario quanto la donazione consentono di conferire una parte dei propri beni a progetti di utilità sociale che potranno trovare attuazione.

Donare i beni… per fare del bene

Le donazioni vengono accettate dalle organizzazioni senza scopo di lucro, che in ogni caso possono accettare un contributo economico anche sotto forma di lascito testamentario. Cosa sono lasciti e donazioni? Stiamo per scoprirlo, tenendo conto del fatto che è possibile decidere in quale momento della propria vita effettuare il versamento di questo contributo, puntando – appunto – su un lascito o su una donazione. Spesso ci si chiede quale differenza ci sia tra un lascito testamentario e una donazione, visto che si tratta di due procedure molto diverse: è importante evitare di fare confusione in questo ambito.

Come funziona

Come si è detto, sono parecchie le persone animate dalla voglia di dare una parte del proprio patrimonio a chi ne ha bisogno e che, dunque, vogliono acquisire informazioni a proposito delle procedure che devono essere seguite per agire in tal senso. La principale differenza tra un lascito testamentario e una donazione ha a che fare con il momento in cui il destinatario avrà la concreta possibilità di ricevere i beni che provengono dal mittente. In particolare, nel caso del lascito il conferimento dei beni avviene in seguito alla morte del proprietario, mentre con una donazione i soldi o i beni sono trasmessi in vita.

La quota di legittima

Attenzione, però, perché in occasione della stesura del lascito è bene tenere conto del fatto che non si potrà donare con questa modalità l’intero patrimonio. In base alle norme del nostro Paese, infatti, entra in gioco quella che viene definita quota di legittima, in funzione della quale una parte fissa del patrimonio è comunque destinata agli eredi. Qualora non si dovesse raggiungere la quota di legittima, è facoltà degli eredi adire le vie legali in modo da riprendere il possesso dei beni che sono finiti a soggetti terzi fino a che la quota non viene, appunto, raggiunta.

La tassazione

Tanto il lascito quanto la donazione comportano una tassazione, che viene applicata in maniera variabile in funzione del grado di parentela. In tutti i modi, per la donazione e per il lascito testamentario le aliquote e le franchigie sono le stesse. Tuttavia ci sono dei vantaggi fiscali a beneficio di chi sceglie di donare il proprio patrimonio, o una parte di esso, alle organizzazioni senza scopo di lucro.

Lascito testamentario a una onlus: buone ragioni per procedere

Con un lascito testamentario a una onlus si compie, prima di tutto, un gesto di solidarietà, dal momento che le onlus giorno dopo giorno si danno da fare con passione e con impegno allo scopo di garantire alle fasce della popolazione più deboli una qualità della vita migliore, magari con riferimento a coloro che hanno difficoltà di diverso genere e hanno bisogno di un sostegno esterno. È chiaro che i progetti delle onlus necessitano anche di un supporto di carattere economico: questo è il motivo per il quale le onlus sono ben liete di ottenere lasciti testamentari e donazioni. Così si possono concretizzare i progetti intrapresi a favore dei più deboli.