Sushi: i piatti più buoni della cucina giapponese

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Sushi: i piatti più buoni della cucina giapponese nel post di Lusso Mag

Ormai tutti sapete cosa è il sushi. Basta nominarlo e viene in mente il classico localino giapponese, con i tavoli a terra, le scodelle decorate e le bacchette.  Una tradizione che solo fino a pochi anni fa era un privilegio di pochi, nelle grandi città, oggi è alla portata di tutti, ovunque. Ed è una buona cosa, perché il sushi non si dimentica.

Ma quel che forse non tutti sanno è che il sushi non è “un piatto” ma una serie di piatti, un gruppo ben definito di ricette della cucina giapponese, le più rifinite, le migliori. Quelle da esportare, insomma. E che infatti hanno conquistato il mondo. Andiamo a scoprirne i segreti.

Gli ingredienti del sushi

Tutti i piatti della tipologia sushi devono seguire delle regole base riguardo gli ingredienti.

Il riso è l’elemento principale, quello che contiene i condimenti – che possono essere, a scelta, di pesce, di carne rossa o uova – il tutto arrotolato in una foglia di alga nori, o in uno strato di frittata (o entrambe). 

Gli ingredienti (a eccezione dell’uovo) non vengono cotti ma soltanto marinati per eliminarne i batteri. Infine, molto importanti sono le salse – piccanti, vegetali, dense, liquide – che accompagnano il piatto.

I sushi migliori della tradizione

Non limitatevi a chiedere “sushi” quando andate al ristorante giapponese. Ci sono diverse varietà ed è un vantaggio conoscerle tutte.

Makisushi è il più diffuso e conosciuto al mondo. Si tratta della classica polpettina di riso ripiena di pesce, avvolta tutta nell’alga nori e presentata su un letto di bambù.

Oshi sushi, ovvero un “sushi a blocco”. Ha forma di una panetta, schiacciata in un apposito strumento di legno che chiude il riso sopra i suoi ingredienti, formando un rettangolo che viene poi tagliato a pezzettini.

Nigiri è un po’ più complicato nella preparazione, perchè si deve dare la forma con le mani. Somiglierà a un “arancino” siciliano, con la foglia di alga alla base che serve sia a contenere che a tenerlo mentre si mangia. Si presta bene anche al ripieno di carne.

Inari sushi, il riso ha una forma di parallelepipedo dentro il quale si apre la tasca per inserire i condimenti. Viene avvolto nella frittata o in una sfoglia di tofu.

Nare sushi, poco diffuso in Europa: il riso e i condimenti vengono inseriti dentro il ventre eviscerato di un pesce e lavorati con un lungo processo che dura anche giorni.

Altri tipi di “sushi”

In occidente si chiama “sushi” qualsiasi pietanza giapponese. È un errore che tende a uniformare alla serie sushi anche piatti che non c’entrano nulla come: Okonomiyaki, ovvero la focaccia di farina e cavolo da condire con tutti gli ingredienti a disposizione e che viene cotta davanti al cliente in molti ristoranti; Sashimi, il pesce a pezzi presentato con verdure su una canna di bambù tagliata; Takoyaki, le palline fatte con il polpo a volte cotti a vapore altre volte in pastella; Tempura, la frittella composta da pesce e verdure in pastella.

Si tratta comunque di piatti di altissima qualità, che fanno famosa la cucina giapponese nel mondo, ma che non rientrano nella tradizione del sushi come viene intesa in Oriente.

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