Yamaha: storia e modelli più belli

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Yamaha: storia e modelli più belli nel nuovo post dedicati ai motori a cura di Lusso Mag

Solo il nome suona come un viaggio, Yamaha! Si sente già il rombo del motore, l’aria sul viso, il paesaggio che corre intorno. Un nome e una certezza, quella di una delle migliori aziende di moto del mercato mondiale.

Ma dove e come nasce questo mito del viaggio su due ruote, nel mondo? Ecco una breve descrizione della storia della Yamaha e delle sue principali meraviglie a motore, nel nuovo post a cura di Lusso Mag dedicato al mondo dei Motori. Benvenuti!

Yamaha, storia di un mito

Quando i motociclisti dicono che “il suo motore è una musica” non sbagliano. La Yamaha Motor nasce infatti a Iwata, in Giappone, da un’azienda storica di strumenti musicali! Nel 1955 si separa dalla Yamaha Corporation, derivazione della ben più antica azienda (1887) Nihon Gakki. Queste due aziende originarie costruivano e vendevano pianoforti, flauti e organi a canne e lo fecero per un secolo prima di aprire ad una nuova specializzazione: cicli e motocicli. L’esperienza nella lavorazione di metalli e tubi necessari alla calibratura di strumenti musicali rese più semplice la progettazione di biciclette e motociclette potenti e belle. La fusione con i migliori ingegneri meccanici giapponesi fece il resto.

Oggi Yamaha continua a produrre strumenti musicali, ma è diventata anche un grande nome del motociclismo e delle due ruote per appassionati. Fin dalla sua prima comparsa sul mercato, infatti, la Yamaha ha fatto conoscere il proprio brand tramite le corse e le gare internazionali

La Yamaha è divenuto così uno dei marchi più vincenti di sempre nelle gare di motociclismo, quando la velocità e la tenuta di strada diventano tutto. Ma non solo motociclismo: gli appassionati ricorderanno anche le gare di Formula 1, le cui monoposto montavano motori Yamaha. Dal 1989 al 1997 infatti il brand serviva anche le scuderie a 4 ruote, con buoni risultati.

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Yamaha, i modelli più belli

Difficile scegliere i modelli Yamaha più iconici, dato il panorama sempre favoloso e in evoluzione di questo brand.

Ma ecco alcuni modelli che hanno lasciato un segno indimenticabile fino ad oggi:

  • TZ 750 del 1974 – Moto da corsa, dal design agile e praticissimo, si fece valere in pista per tutti gli anni Settanta e fino ai primi Ottanta. Dopodiché divenne solo pura passione per i collezionisti e per chi ama usare il vintage, anche nei lunghi viaggi di piacere. Sicuramente un pezzo di storia della Yamaha e del motociclismo in generale;
  • XT 500 del 1976 – Monocilindro, forma già più semplice, è la prima vera “enduro” e un vero pezzo da collezione per chi ha la fortuna di averla. Il design conquistava i cuori dei veri motociclisti e la sua praticità nelle manovre la rendeva ottima per i viaggi. Ha tracciato la via per le mitiche 600 degli anni Ottanta;
  • FZR 600 del 1990 – Con questa moto, il vano motore passa sul davanti e la carrozzeria assume la forma tipica della Yamaha che tutti oggi conosciamo. Nonostante le dimensioni in apparenza più pesanti, questo modello è perfetto da guidare e pare pensato proprio per la città e per le distanze brevi e piene di ostacoli;
  • GTS 1000 del 1994 – Modello sportivo ma anche estremamente elegante, con ottimi freni e sospensioni adatte a qualsiasi terreno. Nonostante la bellezza non ebbe molto successo in termini commerciali tra il grande pubblico ma rimane un modello amatissimo dai collezionisti;
  • R7 del 2000 – Moto super aerodinamica, pensata e nata apposta per le grandi competizioni, oggi è un modello acquistato anche da chi non deve gareggiare ma ama viaggiare sicuro e lontano su una due ruote;
  • YZF-R6 – Senza dubbio uno dei modelli più accattivanti, è perfetta per le sue prestazioni e l’agilità e gestibilità del motore. Per quasi 7 anni rimasta immutata, mentre nel 2006 è stata rivoluzionata, conquistando più seguaci per le sue eccezionali performance;
  • TMAX scooter – Per restare al passo coi tempi, la Yamaha ha prodotto anche un elegante scooter cittadino, dalle linee sempre un po’ sportive ma rese raffinate dalla scelta dei colori;

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Il nostro post dedicato alla storia della Yamaha, termina qui. Alla prossima con gli approfondimenti a cura del nostro portale!