Astice blu: cos’è e perché è costosa

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Astice blu: cos’è e perché è costosa, nel post a cura di Lusso Mag

Uno ogni due milioni di esemplari: è questa l’incidenza dell’astice blu sulla sua specie. Un dato che lo rende raro e prezioso. Il nome, come è facile intuire, si deve al suo meraviglioso colore acceso, tendente al blu elettrico. Ne consegue che certamente non si riesce a trovare facilmente nel settore commerciale. Quasi impossibile ordinarlo al ristorante (se non la sua variante europea, molto più comune).

In questo nuovo approfondimento dedicato al Food, a cura di Lusso Mag, vediamo insieme qualche utile informazione legata all’astice blu. Bentornati sul nostro portale!

Astice blu: a cosa è dovuta la sua sorprendente colorazione?

Questa deriva, nello specifico, da un difetto genetico – che come spesso accade coi difetti, diventa rarità – che lo porta a produrre un quantitativo più elevato rispetto alla normale quantità di una particolare proteina. Ecco spiegato quindi il motivo di questa colorazione così particolarmente eccezionale e rara. 

Pertanto le probabilità che tale crostaceo possa trovarsi sulla tavola di qualcuno sono piuttosto basse. Insomma, mangiare un vero Astice Blu richiede fortuna, e anche una certa disponibilità economica. Eppure ogni tanto lo si trova, nei ristoranti più ricercati. 

Quindi quale tipo di astice ci viene offerto, non sempre correttamente, con la definizione di Astice blu?

Le varianti dell’Astice blu

Esistono due specie di questa tipologia di crostaceo: Americano o Europeo.

Queste due categorie si differenziano per via del loro colore: sui toni del marrone/giallo quelli del primo, tendente al bluastro con striature gialle invece il secondo. Ed è questa seconda categoria che viene identificata come Astice blu, ovvero la variante europea. Quest’ultima è la versione che potete trovare al ristorante oppure sui banchi delle pescherie. 

Il tipo europeo lo si può trovare facilmente nell’Oceano Atlantico, sul lato delle coste scandinave, e nel Mar Mediterraneo. Pensate che ci sono delle specie che riescono a raggiungere pure il mezzo metro di lunghezza.

L’Astice blu rientra in una categoria pregiata, principalmente in quanto è una di quelle più difficili da pescare, considerando che è fortemente aggrappato al suo habitat naturale. Dunque per riuscire a pescarlo, spesso bisogna ricorrere all’uso di trappole. Più facile reperire quello europeo, che viene chiamato appunto astice blu.

In che modo si può pregustare la variante blu?

Come abbiamo appena detto, l’Astice blu è ritenuto un vero tesoro marino, tenendo presente che si tratta di un crostaceo molto raro e di notevole pregio. Tra l’altro è anche squisito e ricco di gusto, oltre ad essere caratterizzato dalla presenza, al suo interno, di vitamine e sali minerali.

Per riuscire a gustare maggiormente il suo sapore, va cucinato nel modo più semplice possibile: bollito oppure al vapore o, alternativamente, si cucina alla griglia o si utilizza per la preparazione di sughi saporiti, capaci di soddisfare anche i palati più esigenti.

Per quali motivi l’Astice blu ha costi elevati?

L’Astice blu è un costoso crostaceo perché, per via delle sue abitudini, è molto difficile da allevare e quindi è più difficile averne molti esemplari a disposizione. Ciò in quanto si tratta di un tipo d’animale parecchio territoriale che vive in anfratti di roccia, oltre che in tane nella sabbia presenti sui fondali. In più vanno venduti vivi, poiché sono assai delicati e dopo la morte si rovinano con rapidità. Dunque anche il mantenimento che si attua prima di portarli sulle nostre tavole influisce sul costo finale dell’Astice blu.